mercoledì 18 luglio 2007
sabato 7 luglio 2007

La vedevo ogni mattina, con il suo vecchio cappotto e quelle eccentriche scarpe rosse. Teneva sempre un rosario al petto ed una preghiera in gola andando incontro all'uomo della posta. La vedevo ogni mattina tornare indietro delusa, il dolore dipinto in quei grandi occhi freddi. Da quasi vent'anni stava alla finestra, fissando un punto disperso tra idillio e noia. Attendeva, nell'impietoso fluire del tempo, che tornasse quel figlio, ma il suo cuore custodiva solo gli echi di un addio..
venerdì 6 luglio 2007
Non ricordava più il suo viso.. Quel viso da lei tanto amato. Non ricordava più i suoi occhi.. Gli stessi occhi che hanno saputo guardare nel più profondo della sua anima. Non ricordava più il suono della sua voce.. Quel suono che la faceva sciogliere in un mare di amore. Non ricordava più le sue mani.. Le mani che cercavano disperatamente le sue per poi stringerle forte. Non ricordava più i suoi passi.. Quei passi che lo portavano sempre a lei.
Sola. Amata e persa. Senza più il caldo rifugio dato dal suo ricordo. Così si sentiva lei in quella fredda notte senza stelle.
Ripeteva nella sua testa il suono di quel nome per far riaffiorare nella mente le sue mani, quel volto, la sua voce.. Per sentirlo ancora una volta vicino.. Perché la baciasse come solo lui sapeva fare.
sabato 30 giugno 2007

mercoledì 20 giugno 2007

é inevitabile: ognuno di noi ritiene di essere unico, speciale e dotato di una qualche capacità. Se ne è consapevoli e fieri..Ma ciò comporta un determinato livello che occhi esterni si aspettano di vedere da noi. Occhi che tendono a racchiudere il talento in rigide griglie numeriche. Siamo più di un voto però..
Ora tocca a me, mi chiamano. Le gambe mi tremano, spero solo che riescano a sorreggermi e trasportarmi oltre quella temuta porta. Come ne uscirò non lo so, ho scordato la sfera magica, ma farò di tutto per venirne fuori con il capo alzato. Non chiudete gli occhi..
mercoledì 13 giugno 2007

Devo fare uno sforzo per mantenere la rotta, e cercare di andare molto piano. Controllo il passato dallo specchietto retrovisore: è ancora tranquillo. Continuo in silenzio fin quasi l'imbocco dell'autostrada e non immagino nulla del mio futuro, mai niente molto in dettaglio, perché l'immaginazione finisce sempre per mangiarsi tutto il terreno su cui una cosa potrebbe succedere.

