domenica 30 gennaio 2011


La donna davanti a me guardò fuori. La pioggia sbatteva contro il vetro appannato con gocce rabbiose, opache nella luce fredda di gennaio, mentre una teoria infinita di auto dai colori sbiaditi scivolava accanto ai binari del treno. Lo sferragliare delle rotaie cullava i suoi pensieri, li scioglieva nell'aria, e liberi si annodavano senza un ordine preciso, mucchio sparso che ad un tratto si ricomponeva attorno ad un'idea.
L'indice le scivolò sul vetro tracciando una linea tremolante, un poco storta, un segno luminoso sul biancore muto che divenne presto lettera e poi nome. Sembrò ridestarsi dai suoi pensieri attorcigliati, lo fissò sperduta e spaventata, quasi si trattasse di una minaccia, chiuse a pugno la mano e nascose con vergogna l'indice ancora umido. Forse le mancava la forza di cancellare quel nome, di passarci sopra il palmo aperto e farlo divenire soltanto l'alone di un ricordo. Non lo so.
Il treno rallentò la sua corsa, diminuì il rumore sui binari bagnati. La donna mise il cappotto ed uscì dal vagone.
Sul vetro ancora quel nome. Non volli entrare nella storia di quella donna, cancellare quel nome con un gesto veloce della mia mano.
Spettava a lei.

giovedì 25 marzo 2010

Gli oggetti sono lo specchio immutabile in cui noi osserviamo la nostra disgregazione.

sabato 13 marzo 2010

Conto i minuti, le ore e le ore sulle ore. Posso quasi dire di saper contare il tempo.
Un'unica cosa so di non saper fare, rivivere il tempo trascorso.
E c'è un unico posto dove questo è possibile, per aria, con te.
Tra le nuvole.

venerdì 12 marzo 2010

Parla piano e non ripetere quello che hai già detto, le bugie non invecchiano. Parla ancora e dimmi quello che non mi dirai mai. Su di noi il tempo ha già giocato, ha già scherzato, ora non rimane che trovare la verità. Ma la verità non si sa come cercarla e riconoscerla nascosta nelle tasche o nei cassetti.
Voglio ancora avere e ammalarmi di te.

giovedì 11 marzo 2010

Niente parole questa sera, nessun filo tra un pensiero e l'altro. Forse troppa confusione. Lascio il mondo fuori e schiaccio il tasto play.
Un battito d'ali bianco in una stanza chiusa che sa di polvere.

lunedì 8 marzo 2010


Quando mi vedi ferma
é perché
ho qualcosa in mente.

giovedì 25 febbraio 2010


L'orizzonte è basso, schiacciato sul presente,
senza nessuna via di fuga verso l'alto.