
Una cosa la so. Una.
Il mio uomo ideale deve essere forte, metaforicamente parlando, deve avere le spalle larghe. Perchè io sono testona.
Almeno così i nostri figli saranno proporzionati.



Erano passati degli anni quando la rivide, un tuffo al cuore. Era seduta al bar, un paio di tavolini spostata rispetto a dove sedeva lui. Lei era quella di sempre, nessun cambiamento evidente, forse i capelli un po' più lunghi e tenuti leggermente mossi. Ma aveva ancora gli stessi occhi e lo stesso modo di muovere le mani quando parlava. E fu proprio seguendo i gesti delle sue mani che si accorse dell'altra persona che sedeva allo stesso tavolino, un uomo che la guardava come se fosse una dea. E lei di sicuro lo era.